Vivienne Westwood: Storia di un’Icona Punk Attivista

Sofia Centofanti
Università Link Campus

“Rebel is a state of mind”. Passionale, intima, geniale e intensa. Immagine della stilista che ha inventato il Punk.

È ribelle, una rockettara punk, una provocatrice, un’icona. La regina del Punk è l’insieme di tutte queste cose e come si descrive “Ero davvero una donna con una missione!”. Vivienne Isabel Swire, nasce l’8 aprile 1941 a Tintwistle un piccolo villaggio del Derbyshire, da Gordon e Dora Swire. La famiglia si trasferisce a Londra nel 1958, dove Vivienne studia moda e oreficeria alla Harrow school of Art.

Vivienne dice: “Amavo essere me stessa e mi è capitato di essere una ragazza, volevo essere un supereroe e non vedevo ostacoli per i quali una ragazza non potesse diventarlo.” Non pensa mai di lavorare nel campo della moda, tanto che diventa un’insegnante d’Arte alle elementari. Il suo ruolo da insegnante non è marginale, piuttosto prende a cuore l’educazione dei suoi alunni e li incita spesso alla lettura di libri e all’attiva frequentazione di mostre e gallerie d’arte, poichè come dice la Westwood “L’arte da cultura”. Ma Vivienne ha avuto un animo ribelle, punk e libertino fin da ragazzina, quando a 12 anni si cuciva gli abiti da sola.

Inizialmente indipendente, lavoratrice stakanovista alla sua macchina da cucire, finì sotto i riflettori grazie al suo secondo compagno, Malcom McLaren (inventore dei Sex Pistols) che, però, finì anche per metterle il bastone tra le ruote. Dapprima derisa, non compresa, la Westwood sfoderò un carattere di ferro, rivoluzionario, andando contro tutti e tutto e dimostrando che la sua moda era divina. E lo fece senza omologarsi mai ai gusti del pubblico, ma realizzando sempre quello che piaceva a lei.

Il vero filo conduttore di ogni scelta nella vita di Vivienne Westwood infatti è proprio quello di non aver mai tradito il suo spirito, il suo pensiero e di averlo declinato in ogni cosa che ha fatto. Dalla sua vita privata al suo lavoro. Il suo marchio infatti si posiziona accanto a McQueen, Gucci e Dior ma Vivienne è l’unica a controllare l’azienda personalmente. Il motivo? Non tradire per nessuna ragione i propri valori. Nati insieme al punk, di cui hanno definito l’estetica, sono pronti a delineare l’identità di chi indossa i suoi abiti.

e credo si tratti di una nostalgia a cui la gente può attingere.

Nelle parole di Vivienne Westwood: “Penso che per il messaggio, per il modo, per come si relazionano all’espressione umana (cioè a come si parla, come si cammina, come si trattano le persone) i miei vestiti possiedono una loro eternità.” E aggiunge: “Ogni volta che ho disegnato qualcosa doveva avere una storia e credo si tratti di una nostalgia a cui la gente può attingere.”

Certo, gli abiti Westwood raccontano una storia, ma Vivienne ha uno sguardo volto al futuro tanto che è diventata un’attivista ambientalista e mette la stessa passione che dedica a tutto ciò che ama. Lei impiega la stessa energia e determinazione sia quando lavora nel suo showroom fino a tardi, sia quando manifesta a Westmister per la battaglia sul clima.

La sua palpabile inclinazione alla ribellione e la sua morale anti-sistema sono alla base di tutte le sue azioni, che diventano immediatamente contagiose come il Punk!

Related Posts

Leave a comment