Un addio a Sergio Rossi: “Il re delle calzature” era positivo al Covid-19

Sofia Centofanti
Eleonora Sofia Luca
Università Link Campus

Il maestro delle calzature italiano Sergio Rossi, fondatore del brand omonimo, ci lascia all’età di 85 anni, dopo aver reso grande il Made in Italy.

Sergio Rossi, si è spento la sera del giovedì 2 aprile 2020, aveva 85 anni. L’imprenditore sammaurese, il gigante delle calzature Made in Italy, aveva contratto il coronavirus ed era ricoverato nel reparto di terapia intensiva presso l’ospedale Bufalini di Cesena.

Anche questa volta il virus non fa sconti a nessuno e in pochi giorni porta via uno dei grandi maestri del panorama calzaturiero italiano, capace di creare dal nulla un’azienda che è diventata in breve popolare nello scenario della moda internazionale grazie a delle scarpe raffinate, eleganti e amate dalle star di tutto il mondo. La notizia fa commuovere, non solo il mondo calzaturiero del Rubicone, ma tutto il mondo del Made in Italy che Sergio Rossi contribuì a rendere grande nel mondo.

Nasce a San Mauro in Pascoli (Forlì-Cesena) nel 1935, un paesino della Romagna noto per il poeta Giovanni Pascoli. Sergio Rossi nutre un profondo amore incondizionato per la scarpa, questa storia d’amore nasce in un periodo dove l’Italia oramai consumata dalla Seconda Guerra Mondiale sta risorgendo dalle ceneri e dall’esempio in famiglia, di un padre artigiano che ha sempre realizzato scarpe su misura.

L’adolescente Sergio già all’età di 14 anni, insieme al fratello Franco, durante l’inverno si dilettava a creare calzature che poi avrebbe venduto al banchetto in Riviera durante la stagione estiva. Il suo talento di certo non passa inosservato e avvia un cammino di successo da piccolo artigiano a grande imprenditore.

Nel 1951 fonda il suo omonimo brand di calzature, innalzando San Mauro in Pascoli a capitale mondiale della calzatura femminile di lusso. Sergio Rossi non si stanca di cercare l’equilibrio tra comfort e design, riuscì a trasformare le scarpe femminili in oggetti di culto che cominciò a far conoscere al panorama internazionale prima di altri.

Nel 1968 lancia la sua prima collezione ufficiale che richiama l’attenzione di star e donne comuni, ricordiamo uno dei suoi modelli più famosi l’Opanca, il sandalo dalla suola confortevole che curvava intorno al piede diventando tutt’uno con la parte superiore del piede.

Rossi fece l’imprenditore fino al 1999 quando poi cedette il 70% dell’azienda al gruppo Gucci e il rimanente 30% nel 2005.

Al termine del 2015 il marchio tornò italiano, acquistato dal fondo Investindustrial di Andrea Bonomo. In quest’ultimo periodo inoltre con l’avvento del virus il brand è stato tra i primi a scendere in campo per contrastare l’emergenza sanitaria e aveva recentemente annunciato la donazione di 100mila euro a favore dell’ospedale Sacco di Milano.

Addio Maestro.

E in questi giorni dopo la spiacevole notizia, Luciana Garbuglia sindaco di San Mauro in Pascoli dichiara “Una grande perdita per la nostra comunità, ci lascia dei valori importanti ha dato lavoro a tanti sammauresi. Era un grande uomo del fare, poche parole e molti fatti. Ha costruito questa bella azienda dando un contributo a tutto il distretto calzaturiero per far crescere tutta la comunità. Gli siamo tutti riconoscenti per il lavoro che ha svolto”.

Infine, ma non per minor importanza, la famiglia porge a Sergio Rossi un ultimo saluto: “Con il fuoco inestinguibile della tua passione, ci hai insegnato che non ci sono limiti per chi ama e ciò che fa. Addio Maestro”.

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