“Off the Grid” anche la Moda può essere Circolare

Ilaria Nicita
Università Link Campus

Gucci dà il via alle Gucci Circular Lines, collezioni pensate per un nuovo impatto sostenibile, ridando lustro ed eticità alla Moda.

La pandemia ha messo ancora più in luce un problema già crescente, l’impatto ambientale, e ora le aziende stanno sviluppando nuove idee, per rivedere le collezioni e ricostituire un nuovo ritmo che sia il più possibile bilanciato con la natura.

Tra le varie iniziative spicca quella della maison Gucci che, capeggiata dal direttore creativo Alessandro Michele, ha da poco lanciato la sua nuova collezione, intitolata Gucci Off the Grid.

Già il titolo lascia intendere quale vuole essere lo spirito guida di questo nuovo movimento, dimostrando ancora una volta quanto sia importante per la casa di Moda e per il gruppo Kering il fattore della sostenibilità. Gucci Off the Grid, in effetti, è solo la prima delle collezioni Gucci Circular Lines che saranno create per promuovere l’idea di una produzione circolare.

La collezione è il risultato di un lavoro di gruppo, dove ognuno ha portato qualcosa

Pensata nei minimi particolari vede l’introduzione di materiali riciclati biologici, provenienti da materie rinnovabili e da fonti sostenibili. Ad esempio troviamo ECONYL®, un nylon rigenerato ottenuto anche da scarti dei processi di lavorazione di Gucci che viene presentato nei colori arancione e nero, arricchito con il pattern GG. Le finiture sono in pelle nera conciata tramite un processo alternativo che non prevede l’uso di metalli o cromo e la cucitura è realizzata con filo di poliestere riciclato.

La campagna, per pubblicizzare gli accessori, le calzature e gli articoli ready-to-wear che saranno compresi nella collezione, è stata ideata da Alessandro Michele e il regista Harmony Korine come un progetto nel quale i protagonisti fossero partecipi e complici di una stessa cultura: quella dell’amore per la Natura, mettendo in risalto tali caratteristiche grazie anche ai testimonial scelti per l’occasione tra i quali, ad esempio, l’attrice e attivista Jane Fonda.

“La collezione è il risultato di un lavoro di gruppo, dove ognuno ha portato qualcosa”, ha spiegato Michele. “E anche nella campagna c’è l’idea del dialogo tra persone, che costruiscono qualcosa di nuovo. Ho immaginato che potessimo costruire tutti insieme, un po’ come dei bambini che giocano nel parco, una casa sull’albero nel centro di una metropoli, perché tutti noi abbiamo bisogno di costruire questa casa o di scoprire che esiste il pianeta anche dove ci sembra che non ci sia, o che sia lontano”.

E così andando “fuori dagli schemi” si potrebbe riscoprire la bellezza di una nuova “Moda Circolare”.

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