Moda & Covid

Alessandra Lazzaroli
Eleonora Sofia Luca

Università Link Campus

Che cosa succede se aggiungiamo al Settore Moda un po’ di Covid-19 e mescoliamo tutto insieme?

Una semplice combo esplosiva, e dannosa, o magari anche una possibilità per comprendere una volta per tutte l’importanza della coesione basandosi su nuovi valori, primo su tutti la sostenibilità ambientale e sociale?

È da settimane che il mondo vive in un incubo, dove tutto è buio e non si riesce a trovare una finestra per far entrare un po’ di luce. Scenari drammatici, statistiche che non fanno ben sperare, percentuali altissime (o bassissime) … No, la situazione non è decisamente delle migliori!

Sembra di ritrovarsi al liceo, quando si andava al laboratorio e si provava a fare degli esperimenti che, almeno inizialmente, andavano male: forse era perché gli elementi non erano compatibili tra loro, o forse perché erano sbagliate le dosi dei liquidi… Insomma, qualcosa era andato storto.

Ed è certo che quando si mettono insieme moda e corona virus qualcosa andrà storto…

Nessuna azienda supererà la pandemia da sola

La Moda è uno dei tanti settori che ha risentito notevolmente gli effetti devastanti della pandemia e che ogni giorno scende in campo per tappare le falle e, nel medesimo tempo, portare avanti questa “macchina” che a livello globale vale 2,5 trilioni di dollari. Le stime di “The Business of Fashion (BoF)” e “McKinsey & Company” chiariscono bene la situazione: si presume che i beni di lusso subiranno un calo del 35%-39% con una possibile crescita compresa tra l’1% ed il 4% nel 2021, mentre per quanto concerne abbigliamento e calzature è previsto un calo compreso tra il 27% ed il 30% ed una ripresa del 3% circa sempre nel 2021.

Per non parlare di tutte le persone che rischiano il posto di lavoro, dei vari negozi ed aziende che saranno costrette a chiudere (se non hanno già chiuso) nel momento in cui il lockdown dovesse durare ancora. Naturalmente queste sono solo mere ipotesi, poiché secondo quanto scrive il Corriere Economia “Una parte di CEO ritiene che quanto perso sarà recuperato nel 2022”.

Ma sono proprio in certe circostanze che spiccano i principi sani, si coglie il valore di un Paese e si comprende come davvero “l’unione fa la forza” perché, come ha dichiarato il fondatore e CEO di BoF: “Nessuna azienda supererà la pandemia da sola”. Sono state lanciate infatti diverse raccolte fondi per sostenere gli ospedali di tutta Italia, per comprare le attrezzature necessarie e diversi marchi hanno fatto un cambio di rotta per iniziare a produrre mascherine.

Tra tutti quelli che hanno dato un contributo si ricordano:

  • Giorgio Armani, che ha donato 1,25 milioni di euro per aiutare l’Istituto Lazzaro Spallanzani, lo IEO, Luigi Sacco ed il San Raffaele;
  • Sergio Rossi ha collaborato con una donazione di 100.000 euro all’AAST Fatebenefratelli-Sacco,
  • Prada ha aiutato offrendo 6 postazioni in terapia intensiva e rianimazione ciascuno al Luigi Sacco, San Raffaele e Vittore Buzzi;
  • Pinko ha offerto 15 caschi respiratori, 18.000 mascherine e 10 postazioni letto all’ospedale Vaio di Fidenza;
  • Gioielli DOP uno sconto del 50% e una donazione di 50 euro all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani per l’acquisto di ogni Bond DOP.

Nonostante le obbiettive, ed ingenti, difficoltà, il mondo della moda non è perduto, ha la possibilità di rialzarsi e di cambiare il suo destino attraverso la tecnologia, tattiche innovative e specialmente la collaborazione.

Ognuno di noi può dare una mano in questa battaglia per sconfiggere il Covid-19… INSIEME!

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