Mary Quant e la storia della minigonna: la libertà è questione di centimetri

Sofia Centofanti
Università Link Campus

Tagliando poca stoffa, Mary Quant colpì al cuore il maschilismo dei padri e ne liberò le figlie.

Quella della minigonna è l’unica rivoluzione del Novecento che non sia finita in tragedia. È la sola ad aver mantenuto le sue promesse di liberazione.

È fuor di dubbio, infatti, che quei pochi centimetri di tessuto, hanno potuto più di ogni manifesto femminista. Perché hanno tradotto il desiderio di emancipazione delle donne, occidentali e non solo, nel linguaggio del corpo.

Siamo negli anni ’60, i favolosi anni 60. Gli anni in cui ci sono state molte svolte in ambito storico, culturale e del costume. In questi anni i giovani si trovavano in un periodo di cambiamento e di rinascita, un periodo in cui hanno deciso di cambiare il loro stile di vita.

L’abbigliamento e la moda sono uno strumento per manifestare e urlare a gran voce che i tempi stanno cambiando. Siamo a Londra, a Carnaby street, che sfornava sempre più tendenze e mode da seguire. Ma chi è riuscita a interpretare al meglio i sogni delle donne in quel tempo è stata Mary Quant. Proprio Carnaby street sarà il luogo dove Mary Quant decise di aprire il la sua boutique, anche se il suo non è un semplice negozio, più che altro un luogo dove incontrare le persone, dove chiacchierare in libertà, ascoltare musica, uno spazio accattivante per quell’epoca. Lì si produceva moda, Mary Quant pensava e realizzava tutto nel suo piccolo Bazar.

La prima rivoluzione iniziata da questa ribelle signorina inglese fu quella di tagliare i suoi capelli lunghi: questa è una delle prime volte in cui vediamo il caschetto. Il suo segno di stile era un taglio corto con la frangia rigorosamente orizzontale che segnava il taglio degli occhi sempre ben sottolineati da un make-up molto forte e deciso.

Ma queste sono solo alcune delle rivoluzioni di Mary, e per fortuna aggiungerei, lei è la creatrice della minigonna. Una minigonna indossata in maniera intelligente, portata sempre con le calze coprenti e super colorate, si, proprio come facciamo oggi.

Mary adorava mostrare e dimostrare la femminilità e la sensualità delle donne senza però mai cadere nel volgare. Scopriva la parte migliore di ognuna di noi e ancor la ricordiamo con grande riconoscenza.

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