È il Vintage che va di Moda

Ilaria Nicita
Università Link Campus

Capi senza tempo, capaci di raccontare una storia, ritornano ciclicamente nella Moda attuale e sottolineano che la sostenibilità passa anche attraverso il Vintage.

Vintage, termine più volte usato anche impropriamente, è una parola inglese che deriva da “vendenge” che in francese antico assume il significato di “vino d’annata”.

L’espressione Vintage e l’associazione che nasce tra vino e Moda si ricollegano appunto al valore inestimabile che, un capo d’abbigliamento o un accessorio, raggiunge con il passare del tempo e ciò è reso possibile dalle caratteristiche insite che lo conservano unico rispetto agli elementi presenti nell’epoca attuale.

Il Vintage si distingue dal second hand, o di seconda mano, perché non si tratta d’indumento per forza usato da qualcuno nel passato, ma di un oggetto o abito che ha delle caratteristiche superiori, sia per il modo in cui è stato prodotto sia per il periodo a cui è legato, che ne segna quindi un’epoca e permette così la relazione tra passato e futuro. In effetti, requisito essenziale di un capo vintage è che sia un oggetto originale che abbia almeno vent’anni.

La Cultural Heritage, espressa dalle maison di Moda nell’ultimo periodo, ha fatto sì che capi del passato fossero riletti in chiave moderna, consultando gli archivi e ripescando gli elementi cardini della loro Storia.

Questo continuo flashback nasce in realtà negli anni ‘70 quando, come manifesto del rifiuto del consumismo, ragazzi e ragazze cominciarono a indossare cose usate, vissute, “povere”. Il movimento iniziato quasi come una contestazione, oggi rappresenta la tendenza a mixare capi di diversi periodi storici che per il loro stile, forma, colore sono da tutti riconoscibilissimi e catalogati in un esatto momento storico.

I pantaloni a zampa di elefante simbolo degli anni ’70, le maniche a palloncino degli anni ’80, le gonne a ruota degli anni ’50, il tubino in jersey degli anni ’30 sono tutti capi che tutt’oggi vengono indossati e cercati come un must da avere nell’armadio, a dimostrazione che la Moda è fatta di andate e ritorni, in un ciclo continuo.

Il Vintage per questo si trova a contrapporsi con il continuo affaccendarsi delle mode e delle tendenze, dove è la durata dei capi a dare valore all’acquisto. L’attenzione nella scelta e poi la cura nell’indossare o conservare un indumento vintage, ci portano a percepire un andamento diverso, un consumo più consapevole, orientato alla voglia di ricerca di uno stile proprio e che magari ci rappresenti di più.

In questo fil rouge da “less is more” s’inserisce il lavoro di Retold Vintage (@retold_vintage su instagram) che dell’attenzione e la cura ne hanno fatto un mantra. Tutti i capi pubblicati nel loro account instagram o sull’e-commerce, sono 100% vintage, super attuali e con una qualità che è superiore alla media. Lo stile minimalista la fa da padrone con i tailleur dal taglio sartoriale, i maglioni in cachemire o i foulard in pura seta. Pezzi da avere nel proprio guardaroba che manifestano un segno di unicità.

Perché come disse un giorno Arnault: “Heritage is our future”, e io ci credo fermamente.

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